Diritto alla libera circolazione

Sai davvero cosa significa far parte della Comunità Europea?

Sei a conoscenza di tutti i tuoi diritti e, soprattutto, della miriade di possibilità che tale condizione offre? Grazie alla libera circolazione delle persone offerta dai trattati stipulati tra gli Stati membri della Comunità Europea è possibile sentirsi parte di un’unica, grande comunità e di potersi muovere in libertà in tutto il continente.

Il modello americano è l’ esempio per antonomasia, visto che ne ha ripreso anche il nome : la Federazione Americana ha avuto origine dalle tredici colonie che si riunirono per fronteggiare la minaccia inglese. Anche le nazioni europee si sono congiunte per evitare una nuova guerra mondiale, fino ad ottenere un’unione sempre più evidente e presente. In America il passaggio è stato più repentino, la confederazione bellica è diventata una federazione ufficializzata dalla Costituzione, mentre in Europa dall’iniziale Mercato Comune si è arrivati all’Unione Europea. Ma da noi le cose sono ancora agli inizi e la libertà di cui godono i cittadini americani attraverso i 50 stati che compongono gli USA in Europa non si è ancora sviluppata completamente. Quella che ancora manca maggiormente ai cittadini d’Europa è l’idea di appartenere ad uno Stato comune e riconoscersi appieno nei diritti enunciati nei tratti europei.

Grazie alla Comunità Europea è però possibile decidere di stabilirsi in un altro Paese dell’Unione godendo degli stessi diritti, delle stesse prestazioni sociali e delle stesse tutele di quelli del paese ospitante. Vuoi studiare in un altro Stato, conseguire una abilitazione professionale seguendo magari percorsi più semplici e brevi, e vedere poi riconosciuto il tuo titolo nel tuo Paese di appartenenza? Oggi puoi farlo grazie al diritto alla libera circolazione.

 

Cosa si intende per diritto alla libera circolazione?

 

In concomitanza con quella delle merci, dei servizi e dei capitali, la libera circolazione delle persone fa parte dei quattro principi a fondamento dell’Unione Europea ed è uno dei diritti fondamentali dei cittadini. Esso è previsto da una serie di trattati che disciplinano l’Unione Europea e contenuto nelle direttive e nei regolamenti UE. Il testo recita: “ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.”

 

Obiettivi e leggi della Comunità Europea

 

L’Unione Europea è nata con gli obiettivi generali di promuovere la pace, i valori ed il benessere dei suoi popoli.

Più specificatamente il cittadino europeo deve poter disporre di:

  • uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia senza frontiere interne
  • un mercato interno nel quale la concorrenza è libera e non è falsata
  • lo sviluppo sostenibile, che comprende la crescita economica equilibrata, la stabilità dei prezzi, l’economia sociale di mercato fortemente competitiva
  • la promozione del progresso scientifico e tecnologico
  • la lotta all’esclusione sociale ed alle discriminazioni, promuovendo la giustizia, la protezione sociale, la parità tra uomini e donne, la solidarietà tra le
  • generazioni e la tutela dei diritti del minore
  • coesione economica, sociale e territoriale e della solidarietà tra gli Stati membri

Nei trattati stipulati tra gli Stati membri sono presenti dei divieti di carattere generale riguardanti la discriminazione delle persone in base alla nazionalità. Tali divieti indicano espressamente che la libera circolazione dei lavoratori deve necessariamente implicare anche “l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni del lavoro e dell’occupazione “.

Tutti, in questo modo, si possono sentire parte di un’unica comunità anche vivendo lontani dal proprio Paese di origine, trovando nello stesso tempo un impiego e, di conseguenza, un tenore di vita più adatto alle proprie esigenze e a quelle della propria famiglia. Trasferirsi in un altro Stato dell’Unione è un’esperienza pari a trasferirsi in una diversa città italiana!

Sono due le principali direttive che applicano il diritto alla libera circolazione dei lavoratori dell’UE, nel dettaglio:

  • Regolamento n 492/2011 relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione
  • Direttiva 2004/38 / CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

Libera circolazione delle professioni

I cittadini dell’UE possono così studiare, vivere, fare acquisti, lavorare e andare in pensione in qualsiasi paese dell’Unione.

Anche le imprese europee che fanno affari nella Comunità Europea possono avere libero accesso a quasi 500 milioni di consumatori, il che permette loro di restare competitive. Anche gli investitori stranieri sono attratti dall’idea del mercato unico. L’integrazione economica, inoltre, può rivelarsi particolarmente utile anche in tempi di recessione, in quanto permette ai Paesi dell’UE di continuare a commerciare tra loro, senza dover ricorrere a misure protezionistiche che peggiorerebbero la crisi.

Nel 2011 erano 12,6 milioni i cittadini dell’UE che risiedevano in uno Stato membro diverso dal quello di cui sono cittadini, 2,4 milioni di più rispetto al 2007. L’incremento è stato pari al 24%! Con un ulteriore aumento registrato nel 2012, è la Spagna a diventare la destinazione favorita degli Europei che si spostano. In questo Paese sono ben 13,4 milioni i cittadini dell’UE che hanno deciso di trasferirsi e la città di Barcellona è quella preferita, ha infatti registrato la presenza di circa 280.047 stranieri.

Al fine di sensibilizzare i cittadini a sfruttare a pieno i propri diritti, l’Unione Europea promuove e incoraggia i propri cittadini a scegliersi liberamente il Paese membro nel quale vivere e lavorare, ad usare il diritto alla libera circolazione dei lavoratori come mezzo per migliorare la propria condizione e quella dei propri familiari.

Grazie a questi principi fondamentali dell’Unione Europea è possibile per un aspirante professionista fare pratica, abilitarsi ed iscriversi negli ordini professionali di uno qualsiasi dei Paesi UE.

Diventare avvocato in Romania e Spagna

Date le difficoltà per un aspirante avvocato di vivere e lavorare in Italia, sarà più conveniente, meno oneroso e più rapido scegliere di abilitarsi all’ordine degli avvocati in Romania o all’ordine degli avvocati in Spagna, infatti  in questi Paesi la percentuale di chi non riesce ad completare il percorso di accesso al mondo del lavoro professionale è di molto inferiore a quella italiana. Seppure con le difficoltà nell’apprendere una nuova lingua, ma anche grazie agli studi che in Italia sono più impegnativi, rendendo ipoteticamente meno faticoso il trasferimento, ancora in molti scelgono di accedere al lavoro attraverso la via rumena e quella spagnola.

La percentuale degli italiani con titolo di avvocato stabilito ha un ritmo di crescita ogni anno in aumento e finché non ci saranno grossi adeguamenti in tutti i Paesi membri la situazione resterà tale.